Due libri sotto la lente. Dicembre 2018

Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul blog Giardini in Viaggio

Pablo Georgieff
Poetica della zappa. L’arte collettiva di coltivare giardini. Prefazione di Gilles Clément
Derive e Approdi, 2018, 166 pp., 15 euro

Intanto un grazie alla casa editrice Derive e approdi che ci regala bellissime piccole perle.
Questo è un libro poetico e pratico. Il giardino è inteso da Georgieff – artista, geografo, giardiniere e architetto del paesaggio e fondatore del collettivo Coloco – come un ‘laboratorio per nuove relazioni con la vita, che non ha ancora finito di stupirci’. Infati ‘imparando dall’esperienza si opera insieme’.
Questi alcuni dei titoli dei capitoli: Eros, desiderio e angoscia ai confini della metropoli; Asfalto mon amour; la sprogettazione; Elogio dell’indecisione; la pazienza; la prosperità; il paesaggio bene comune; il giardino è una scuola.
Nel capitolo ‘La palette vegetale’ l’autore dice una cosa che mi trova pienamente d’accordo ‘Diffidate di un libro di paesaggio che non parli di piante’. Le piante più comuni offrono l’opportunità di reimparare a conoscere e a dare un nome al mondo vivente. Georgieff invita a mettere al bando la parola ‘verde’ per essere costretti ad arricchire il nostro vocabolario.

Stefano Mancuso
L’incredibile viaggio delle piante
Editori Laterza, 2018, 142 pp., 18 euro

Il nuovo libro di Mancuso, con bellissimi acquerelli di Grisha Fischer, è un racconto dei viaggi delle piante, perchè le piante ‘non sono affatto immobili. Si muovono molto, ma con tempi più lunghi’.
Mancuso ci racconta l’espansione inarrestabile delle piante, la loro incredibile capacità di crescere in luoghi inaccessibili e inospitali, la loro resistenza ai disastri ambientali come quello di Cernobyl, la possibilità di portare vita su isole sterili.
Un libro che racconta storie di pionieri, fuggitivi, combattenti, eremiti e signori del tempo